Fino al 28 Gennaio 2007 a Roma presso le Scuderie del Quirinale si tiene la mostra ?Cina, nascita di un impero? i cui pezzi forti sono alcuni soldati e cavalli di terracotta del Primo Imperatore cinese.
Il mio consiglio è di risparmiarsi i 10 euro del biglietto e non certo a causa delle opere esposte, che sono notevoli, ma perché sono tutte impacchettate dentro una fitta retina nera, una specie di zanzariera che impedisce di vederne i dettagli e disturba notevolmente la vista.
Il curatore ha forse pensato di mettere qualcosa di suo nella mostra, di personalizzarla e farne spettacolo come fosse un artista moderno che inserisce in una installazione le proprie opere, ma si è dimenticato che non aveva nessun diritto di ?interpretare? opere che hanno più di duemila anni di storia e che il visitatore ha diritto di vedere senza tanti artifici.
Quale che siano stati i profondi motivi culturali ed estetici che hanno portato a frapporre fitte zanzariere tra il visitatore e le opere d?arte, rimane il fatto che, se vogliamo ammirare i dettagli, ci tocca intravederli avvicinando gli occhi alla rete rimanendo storditi dalla difficoltà del cervello di mettere a fuoco un oggetto posizionato dietro una fitta retina.
Temo che il prossimo passo del provincialismo culturale italiano sia di imporci tappi auricolari durante l?ascolto delle sinfonie di Beethoven oppure occhiali colorati e deformanti davanti agli affreschi di Michelangelo!
Sarebbe bello poter contrapporre un simbolo tangibile di pace e fratellanza universale a chi fomenta l’ odio interreligioso facendo strage di fedeli delle altre religioni. Il simbolo più potente sarebbe certamente un edificio che accolga al suo interno luoghi di preghiera e di culto delle diverse religioni. Un edificio che ospiti, oltre ai luoghi di culto veri e propri, anche attività culturali legate alle religioni in esso presenti (centri studi, parrocchie, biblioteche, librerie, …) e attività interreligiose come quelle rivolte alla pace, alla conoscenza ed al rispetto reciproci. L’ edificio deve essere un vero centro di fede, pulsante di vita, di cerimonie religiose e di attività connesse alle religioni. In esso devono aver luogo tutti i riti delle singole religioni ospitate, per esempio il venerdì ci sarà il rito musulmano, il sabato quello ebraico e la domenica quello cristiano. Nei giorni di festa comune le cerimonie saranno contemporanee. Lo spazio dell’ edificio può essere diviso tra le religioni o in parti uguali o in proporzione a quanto esse sono presenti nel territorio in cui sorge l’ edificio. L’importante è che a tutte le religioni presenti sia riconosciuta la stessa dignità. Si potrebbero costruire un edificio suddiviso equamente tra le religioni a più alto rischio di odio religioso: Cristianesimo, Islam, Ebraismo e Induismo (dato i gravissimi fatti di violenza che succedono in India tra musulmani ed indù). Ospitando solo queste quattro religioni, l’ edificio potrebbe essere intitolato alla pace tra le religioni, essendo queste le religioni che gli estremisti vogliono porre in conflitto tra loro. Questa motivazione potrebbe felicemente giustificare l’ assenza delle altre religioni (assenza in realtà dovuta solo a problemi di utilizzazione ottimale dello spazio a disposizione). Nulla comunque impedisce di edificare anche un altro edificio che potrebbe essere equamente suddiviso tra Buddismo, Confucianesimo, Scintoismo e tutte le altre religioni. Questo secondo edificio potrebbe anche essere edificato lontano dal primo, magari in luoghi dove le religioni rappresentate sono maggioritarie. Un edificio a forma circolare costituito di spicchi ciascuno dedicato a luogo di culto di una religione, potrebbe essere una soluzione molto simbolica e di facile realizzazione. Un edificio sferico, rappresentante il globo, potrebbe essere più simbolico se pur più costoso. Al piano terra ci potrebbero essere i luoghi di culto, mentre ai piani superiori ci sarebbero gli spazi culturali. Lo spazio di ciascuna religione dovrà essere progettato ed arredato secondo le regole, gli usi ed i costumi della religione stessa. Sarebbe estremamente bello e fortemente simbolico se gli spazi degli "officianti" fossero contigui o addirittura in comunicazione. Nel caso di edificio a pianta circolare il centro potrebbe svolgere questa funzione. Si potrebbe scegliere di evidenziare la presenza delle varie religioni innalzandone all’ esterno quelle figure architettoniche che le caratterizzano, quali il campanile e il minareto. Oppure si potrebbe scegliere una architettura neutra ed unificante che prescinda dalle forme caratteristiche delle singole religioni. Il luogo migliore per edificare l’ edificio sarebbe Gerusalemme, ma la situazione politica e militare la rende, purtroppo, impraticabile. Roma è una degna alternativa a Gerusalemme poiché la città eterna opera da lungo tempo in direzione della pace e della convivenza internazionale ospitando convegni sulla comprensione reciproca, sulla pace ed essendosi ripetutamente proposta quale sede di colloqui di pace. Roma, inoltre, è la sede della religione Cristiana, il cui massimo esponente si è recato a pregare in Moschee ed in Sinagoghe dove ha persino formalmente chiesto scusa per i passati odi e le antiche guerre di religione. Per evitare che l’ edificio diventi un vuoto e sterile monumento alle religioni, esso dovrebbe essere facilmente raggiungibile dai fedeli e quindi dovrebbe essere costruito in città e non in qualche periferia commerciale raggiungibile solo da chi ha l’ automobile. Dato l’ evidente ed incontestabile segno di pace e di speranza che l’ edificio rappresenta, non sarà difficile avere sufficienti finanziamenti dalle comunità religiose, dai governi e dalle organizzazioni di tutto il pianeta. La proprietà e la gestione dell’ edificio dovrebbero essere affidate a un "consorzio" delle religioni ospitate in modo da rendere evidente a tutti che esse sono capaci di lavorare insieme per il bene comune.
Domenica scorsa 29 Gennaio allo stadio di Roma sono comparsi ignobili striscioni inneggianti fascismo, nazismo e razismo.
Bene ha fatto il Ministro dell? Interno ad augurarsi che la Magistratura applichi con severità la Legge Mancino per punire chi ha incitato all’ odio razziale.
Peccato che il Ministro non abbia anche detto la maggioranza Parlamentare di cui egli è autorevole esponente ha appena approvato la diminuzione delle pene previste dalla Legge Mancino abbassando quelle per razzismo da 4 anni di carcere a sei mila euro!
Questo è avvenuto con la cosiddetta legge sulla ?libertà d? opinione? approvata in via definitiva il 25 gennaio 2006 e che ha notevolmente ridotto anche le pene per attentati all? integrità dello Stato, attentati alla Costituzione, attentati agli organi Costituzionali (ossia Golpe), per offesa alle religioni, vilipendio alle Istituzioni, associazione sovversiva.
chiamale, se vuoi, opinioni!
P.S.
L’ abbassamento delle pene per razzismo è stato approvato definitivamente dal Senato il 25 Gennaio 2006, a sole 48 ore dal Giorno della Memoria in cui l’ Italia commemora ufficialmente l’ anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. Il Parlamento Italiano ha dunque “commemorato” con pessimo gusto la più terribile tragedia mai avvenuta a causa di odio e discriminazione razziale.
Riferimenti: testo della legge Mancino prima e dopo le modifiche